Il Castello Caetani di Sermoneta, tra storia e architettura

Castello di Sermoneta: vista dall'alto sul castello e sul borgo di Sermoneta che si sviluppa intorno alle mura. Dal Castello emerge la torre, detta Mastio, dove risiedevano i Caetani.
Castello di Sermoneta – Photo Credits: https://bit.ly/3xaNiTw

Tra tutti i castelli del Lazio, il Castello Caetani di Sermoneta, in provincia di Latina, è sicuramente uno dei più importanti, imponenti e meglio conservati. Costruito sulla sommità del borgo medievale di Sermoneta, a circa 240 metri di altezza slm, tra i Monti Lepini, si affaccia sulla pianura pontina, dominandola con la sua possente presenza.

Come quasi tutti i castelli laziali edificati in epoca medievale, la sua struttura attuale è frutto di molteplici interventi realizzati nel corso dei secoli dalle varie famiglie nobiliari che ne sono state proprietarie. Da semplice roccaforte difensiva, fortificata e ampliata per consolidare e aumentare la sua funzione militare, il Castello Caetani di Sermoneta si è trasformato nel tempo in una imponente dimora nobiliare.

L’aspetto attuale del Castello di Sermoneta risale agli inizi del Cinquecento, quando divenne proprietà dei Borgia, e vennero terminati gli ultimi grandi interventi di riorganizzazione della sua struttura per scopi difensivi, che ne ampliarono e modificarono le fattezze.

Cerchiamo di ripercorrerne la storia, andando alla scoperta delle diverse strutture architettoniche che lo compongono, costituendo un organismo di grande complessità, ma al tempo stesso di straordinaria unità.

Il Castello di Sermoneta al tempo degli Annibaldi

A metà del XIII secolo, quando il Papato donò ai Baroni Annibaldi le città di Sermoneta, Bassiano e San Donato, sulla Rocca di Sermoneta, il Castello di Sermoneta era già stato edificato per scopi difensivi. La sua localizzazione strategica, vicino alla via Appia, al Mar Tirreno e a Roma, rendeva questo Castello un importante struttura da potenziare.

A quell’epoca il Castello di Sermoneta era costituito da una possente torre, alta ben 42 metri, detta Mastio o Maschio, da una controtorre più bassa, una sorta di baluardo di servizio, addossata sul lato ovest del Maschio, detta Maschietto, e da una struttura con un vano scala. Faceva parte del Castello anche un palazzo adiacente a queste due torri, di cui però sono rimaste solo le fondamenta: su di esse, successivamente, vennero costruite nuove edificazioni.

Il Mastio era indipendente dal resto del Castello essendo collegato alle strutture adiacenti attraverso due ponti levatoi in legno. Si trattava di una residenza fortificata, tipologia in uso a Roma agli inizi del Duecento, utilizzata dalle famiglie baronali per mostrare il loro prestigio. Ospitava al suo interno le stanze da letto del signore, ma in caso di attacco nemico anche il personale e la servitù vi avrebbero trovato dimora. Originariamente alta quattro piani, oggi ne conserva solo tre. La torre, costruita con piccoli blocchi di pietra squadrata, con spigoli ben lavorati, presentava finestre bifore a sesto acuto decorate da colonnine marmoree su ogni piano. Oggi sono visibili solo quelle del secondo e terzo livello.

Il Castello di Sermoneta e la famiglia Caetani

Castello Caetani di Sermonata, vista interna della Sala dei Baroni, costruita dai Caetani nel XV secolo. E' visibile uno degli tre archi a sesto acuto che dividevano la sala in quattro campate.
Castello Caetani, interno della Sala dei Baroni – Photo Credits: https://bit.ly/3qGkBvq

Nel 1297, gli Annibaldi cedettero il Castello di Sermoneta al nipote di Papa Bonifacio VIII, Pietro II Caetani, Conte di Caserta, il quale apportò importanti modifiche al castello con l’obiettivo di renderlo una fortezza inespugnabile.

Tra i lavori più importanti, vi fu la costruzione del nuovo edificio adiacente al Mastio, sul lato sud-est, in sostituzione di un palazzo preesistente: articolato su due livelli, al piano superiore si trovava la Sala dei Baroni, un grandissimo ambiente lungo 22 metri con le pareti affrescate, suddiviso in quattro campate da tre grandi archi a sesto acuto a sostegno di un tetto ligneo. Era una sorta di sala riunioni dove si discutevano gli affari di stato e al tempo stesso il fulcro della vita familiare.

Il Mastio degli Annibaldi continuò a svolgere la sua precedente funzione residenziale, ma le sue pareti interne vennero affrescate. Vennero costruiti altri edifici in prosecuzione della Sala dei Baroni, ampliando le mura di cinta ed inglobando, all’interno del castello la chiesa di San Pietro in Corte e altri vecchi edifici, come le cucine, le scuderie, la cantina.

Nel 1470, Onorato III Caetani fece costruire le famose Camere Pinte, un complesso edilizio composto da tre stanze destinate agli ospiti: due di queste furono affrescate con figure mitologiche da un artista sconosciuto che, probabilmente, apparteneva alla scuola del Pinturicchio.

Il breve periodo dei Borgia e la riorganizzazione militare del Castello di Sermoneta

Castello Caetani di Sermoneta, pianta del pian terreno, con l'indicazione delle strutture che compongono il complesso architettonico
Pianta del Castello di Sermoneta – Photo credits: https://bit.ly/3wbsKZR

Nel 1499 il Papa Alessandro VI Borgia scomunicò i Caetani confiscandone i beni e Sermoneta e il suo castello furono venduti a Lucrezia e Cesare Borgia, figli illegittimi del Papa. Durante il breve periodo di proprietà dei Borgia, il Castello di Sermoneta e la rocca vennero ulteriormente modificati con l’obiettivo di creare una fortezza inespugnabile. Oltre a controllare la via Appia, infatti dovevano difendere il vasto dominio che il Papa stava ampliando proprio in quel periodo.

Tra i lavori eseguiti fino al 1503 citiamo:

  • il rafforzamento delle mura perimetrali
  • l’abbassamento delle torri, tra cui anche il Mastio, che perdette l’ultimo piano
  • lo scavo di nuovi fossati e la costruzione di un rivellino composto da tre rampe tornanti e due ponti levatoi
  • la costruzione della Casa del Cardinale Valentino Borgia
  • la costruzione della Cittadella, sul fronte nord-ovest, una fortificazione con funzione difensiva

Tutti questi interventi richiesero la demolizione di alcuni edifici preesistenti, tra cui alcune case nelle vicinanze del Castello e vari edifici localizzati nella zona nord occidentale della Piazza d’Armi. Venne demolita, probabilmente per sfregio, anche la Chiesa di San Pietro, che era divenuta cappella funeraria dei Caetani.

Il ritorno dei Caetani, l’abbandono e la rinascita del Castello di Sermoneta con la Fondazione Roffredo Caetani

Castello di Sermoneta, vista parziale del Mastio e dell'edificio della Sala dei Baroni, dalla Piazza d'Armi. Al centro della Piazza d'Armi, la cisterna.
Castello Caetani, vista interna dalla Piazza d’Armi – Photo Credits: https://bit.ly/3qGkBvq

Alla morte di Alessandro VI nel 1503, Papa Giulio II fece arrestare Cesare Borgia riconfermando ai Caetani la proprietà di Sermoneta e del suo Castello, che nel corso del Cinquecento visse un periodo di splendore, ospitando personaggi illustri.

Fatta eccezione per il rifacimento delle merlature eseguito nel XVI secolo, da quel momento il Castello di Sermoneta non subì altre modifiche, ed il suo aspetto è rimasto pressoché immutato fino ad oggi. Nel corso dei secoli successivi, Sermoneta cominciò a perdere l’antico prestigio,

Depredato dai francesi nel 1798, il Castello venne abbandonato dai Caetani che, nel frattempo, si erano trasferiti a Roma, trasferendo nella loro dimora romana tutto il mobilio e gli oggetti di valore del loro castello. Le prigioni del Castello vennero usate fino al 1816, ma poi, per circa un secolo, il maniero venne completamente abbandonato; fu affittato ai contadini locali che usarono i suoi ambienti come magazzini per il grano. Alla fine del XIX secolo, i Caetani tornarono ad occuparsi del loro antico castello ormai degradato: Gelasio Caetani intraprese importanti interventi di restauro, ripresi poi, dopo la II Guerra Mondiale, dai discendenti della famiglia.

Nel 1972, Leila Caetani ultima discendente dei Caetani di Sermoneta istituì la Fondazione Roffredo Caetani onlus che da allora si occupa di tutelare e valorizzare il Castello di Sermoneta promuovendo al suo interno importanti attività culturali che ne divulgano il grande valore sia in Italia che all’estero.

Non rimane quindi che prenotare una visita al Castello di Sermoneta per ripercorrere personalmente secoli di storia all’interno di questo importante esempio di architettura medievale e rinascimentale.