A Tuscania, tra i profumi e i colori dei campi di lavanda

La casa sull'albero in mezzo ai campi di lavanda in fiore nell'azienda agricola La Piantata a Tuscania. La casa, in cui si può soggiornare, offre una vista unica sui campi di lavanda durante la fioritura.
L’azienda agricola La Piantata, con la casa sull’albero e i campi di lavanda – Photo credits: http://www.lapiantata.it

Sapevate che Tuscania, nel cuore della Tuscia, oltre alle sue numerose bellezze storico-artistiche, ha un tesoro naturalistico e paesaggistico poco conosciuto? Il territorio intorno al piccolo borgo di origine etrusca, infatti, è tappezzato da campi di lavanda che, da metà giugno fino alla fine di luglio, regalano uno spettacolo magico: la fioritura della lavanda!

Ebbene sì, anche il Lazio ha la sua Provenza, che non ha nulla da invidiare a quella più conosciuta, francese! Numerose aziende agricole localizzate nel territorio intorno a Tuscania, infatti, coltivano questa profumatissima pianta millenaria che, oltre alle sue innumerevoli doti benefiche per il corpo e per la mente, è avvolta anche da un’aura di mistero.

Scopriamo insieme le caratteristiche, gli usi e leggende, i benefici e la storia di questa pianta, coltivata a Tuscania da circa un millennio, che qui, da poco più di dieci anni, viene celebrata ogni anno con una festa tutta da vivere!

La lavanda: caratteristiche, proprietà benefiche, miti e storie

Campi di lavanda in fiore
Campi di lavanda

La lavanda è una pianta erbacea aromatica di origini mediterranee e fa parte della famiglia delle Lamiaceae. E’ una pianta selvatica, molto resistente, e per questo adatta a molti tipi di suoli e temperature, anche se il suo habitat preferito è sicuramente quello collinare, con terreni aridi e sassosi e climi piuttosto soleggiati.

Nonostante in Italia siano presenti numerosissime varietà, in genere, la lavanda non supera il metro di altezza, crescendo più in larghezza che in altezza, a cespuglio; ha foglie argentee, strette e allungate, ed i fiori, piccoli, profumatissimi, e raggruppati in spighe, dalle mille sfumature del blu-violetto, fioriscono in estate.

Il suo nome deriva dal gerundio del verbo latino lavare (lavandus, lavanda, lavandum = “che deve essere lavato”) ed allude al fatto che questa pianta, nelle sue varie specie, era molto usata per detergere il corpo. Tra le sue principali proprietà, infatti, il suo potere antisettico ha fatto sì che sia sempre stata utilizzata per la pulizia corporale, grazie alla preparazione di olii essenziali, saponi e tisane. Usata anche per profumare il bucato, ha un grande impiego anche nell’aromaterapia e nella cosmetica.

La lavanda è anche protagonista di antiche leggende, come quella legata al culto greco di Venere. Secondo la leggenda pare infatti che, nell’antica Grecia, la dea dell’amore ne facesse largo uso per attrarre gli uomini, grazie al suo profumo altamente afrodisiaco. Da qui nacque la consuetudine, ancora attuale, di nascondere delle spighe di lavanda nel corredo nuziale delle spose, in segno di augurio e prosperità!

Secondo un’altro mito, la lavanda avrebbe avuto il potere di combattere il veleno dei serpenti. Ritenuta il fiore sacro della Dea Ecate, protettrice di streghe e maghi, era usata nella magia bianca come talismano durante la notte di San Giovanni, quando le streghe buone regalavano ai passanti mazzetti di lavanda, in segno di protezione.

Ma da quanto tempo si coltiva la lavanda a Tuscania? Beh le sue origini sono quasi millenarie!

L'Abbazia di San Giusto, nei pressi di Tuscania. Vista esterna al tramonto
Abbazia di San Giusto – Photo Credits: http://www.abbaziadisangiusto.com

Nel 1146 un gruppo di monaci cistercensi provenienti dall’abbazia cistercense di Fontevivo (Parma), abbazia figlia di Clairvaux (Francia), venne inviato nei pressi di Tuscania per ripopolare l’Abbazia di San Giusto, sorta in questo luogo probabilmente intorno al X sec. d.C. come abbazia benedettina. Furono proprio questi monaci che, una volta stabiliti in questa nuova abbazia, iniziarono la coltivazione della lavandula officinalis nei territori circostanti. Tuttavia, nel XV secolo l’abbazia venne definitivamente soppressa e i suoi edifici, abbandonati, caddero in rovina, trasformati in rustici e stalle. Così, probabilmente, anche la coltivazione della lavanda venne abbandonata.

L’opera dell’ingegnere bolognese Mauro Checcoli e della sua famiglia che, negli anni Novanta del Novecento, acquistarono l’azienda agricola al cui interno si trovavano le rovine dell’ antica Abbazia di San Giusto, permise che, a partire dai primi anni del Duemila, tanto l’Abbazia, quanto la coltivazione della lavanda sorgessero a nuova vita. La prima, grazie ad un accurato intervento di restauro; la seconda, grazie al recupero delle antiche tecniche di coltivazione dei monaci cistercensi. A partire da questa iniziativa, altre aziende agricole della zona hanno investito nella coltivazione della lavanda, trasformando questo territorio, che tra giugno e luglio si accende in un’esplosione di colori tra il lilla, il blu ed il violetto.

La lavanda in festa!

Tavola imbandita per la colazione, all'azienda agricola Podere dell'Arco, con un mazzo di lavanda fiorita.
La lavanda e i suoi prodotti – Photo Credits: http://www.poderedellarco.com

Dal 2 al 3 luglio 2022, a Tuscania, si celebra la Festa della lavanda. Giunta quest’anno alla sua XI edizione, questa manifestazione è un appuntamento imperdibile per chi vuole vivere appieno l’esperienza della fioritura di questa bellissima pianta leggendaria.

La festa si articola con una serie di eventi realizzati nelle strade e nelle piazze del borgo, dove vengono allestiti diversi stand che offrono dimostrazioni sulla raccolta della lavanda e sui suoi successivi impieghi. Esposizioni di artisti locali, musica e visite guidate nei campi di lavanda in fiore completano la programmazione dell’evento.

La gamma dei prodotti a base di lavanda è ampia: si va dai saponi, ai profumatori di ambienti e armadi/cassetti, agli oli essenziali, ai prodotti cosmetici, mostrando la versatilità di questa pianta i cui usi sono veramente molteplici.

La Festa della Lavanda fornisce anche l’occasione per far conoscere il territorio intorno a Tuscania, grazie all’organizzazione di visite guidate che, dall’interno del borgo, conducono il turista alle diverse aziende agricole produttrici di lavanda, sparse nel territorio circostante, passando per antichi sentieri e scoprendo la magia di questi luoghi.

All’interno delle aziende agricole, poi, le attività proposte sono molteplici: si va dalle passeggiate tra i campi di lavanda e/o i picnic in totale immersione nella natura, alle degustazioni di piatti della cucina locale a base di lavanda; dal volo in mongolfiera sui campi in fiore, all’acquisto di prodotti locali direttamente dalle mani del produttore.

Se volete immergervi tra i mille toni del blu e del viola dei campi di lavanda in fiore, e inebriarvi del loro profumo, non rimane quindi che organizzare una gita a Tuscania entro la fine di luglio.

A noi sembra un’occasione da non perdere, non vi pare?