Tra trekking e pellegrinaggio: visita al Santuario della Mentorella

Santuario della Mentorella – Photo Credits: https://bit.ly/36qJ8vG

Avete mai pensato di unire un’ escursione di trekking ad un pellegrinaggio o, semplicemente, alla visita del Santuario mariano più antico d’Italia? A circa 50 km dal centro di Roma, arroccato su di uno sperone sul versante est del Monte Guadagnolo, la vetta più alta dei Monti Prenestini, si trova il Santuario della Mentorella, da molti secoli meta di pellegrinaggi religiosi.

Il Santuario della Mentorella, di antichissime origini, si affaccia a picco sulla Valle del Giovenzano, tra Tivoli e Palestrina, a sud-est di Roma, e si localizza nelle vicinanze dei piccoli nuclei urbani di Guadagnolo, Pisoniano e del borgo di Ciciliano. Circondato da una natura rigogliosa e da paesaggi mozzafiato che si aprono tra i boschi del Monte Guadagnolo, il santuario può divenire la meta di un trekking interessante per tutti, credenti e non.

Se oggi, infatti, il Santuario della Mentorella si può raggiungere comodamente con la propria automobile, percorrendo parzialmente, se si viene da Roma, l’autostrada A24 Roma-L’Aquila o la diramazione dell’autostrada A1 Roma-Firenze, un tempo, ci si arrivava solo a piedi o a cavallo. Una fitta rete di sentieri permetteva e permette ancora oggi di raggiungere questo antico centro di devozione religiosa partendo da varie località nei dintorni, oltre che da Roma.

Tra i sentieri, di diversa lunghezza, tempi di percorrenza e grado di difficoltà, citiamo:

  • Sentiero di Papa Gregorio Magno, da San Gregorio da Sassola, circa 4,5 ore ;
  • Sentiero delle creste, da Guadagnolo, circa 4 ore;
  • Sentiero dei pellegrini, dal passo della fortuna di Ciciliano, circa 3,5 ore;
  • Sentiero di Karol Wojtyla, da Pisoniano, circa 2,5 ore;
  • Sentiero di Casape, da Casape, circa 30 minuti

In questo articolo vi proponiamo il Sentiero di Karol Wojtyla, sicuramente uno dei più completi e interessanti. Scopriamolo insieme!

Il Sentiero di Karol Wojtyla, tra natura e preghiera

Sentiero di Karol Woytyla – Photo Credits: https://bit.ly/3odszJN

Il Sentiero prende il nome da Papa Giovanni Paolo II, che, dopo pochi giorni dall’elezione al soglio pontificio, nel 1978, visitò ufficialmente il Santuario della Mentorella, percorrendo l’itinerario che vi stiamo presentando. Vi tornò ripetutamente nel corso del suo pontificato per pregare in mezzo alla natura.

Il Sentiero di Karol Wojtyla fa parte del più lungo Sentiero della Pace, che collega la chiesa di Tor Tre Teste, a Roma, con i monasteri benedettini di Subiaco. Nello specifico, il Sentiero di Karol Wojtyla parte dal piccolo comune di Pisoniano e raggiunge il Santuario della Mentorella attraverso un itinerario naturalistico ricco di flora e fauna.

Il sentiero si snoda prevalentemente nel Vallone della Falconara. Partendo dal centro di Pisoniano, dopo un primo tratto in discesa per raggiungere il Fosso Perazzetta, si continua lungo una strada sterrata, fino ad arrivare ad uno slargo. Da qui inizia il sentiero vero e proprio, che si inerpica in salita, superando un dislivello di circa 500 metri.

Durante la stagione invernale, all’inizio del percorso, cominciando a salire, si potranno vedere delle cascatelle che sgorgano dalla roccia della Morra Rossa, inserendosi nella ricca vegetazione caratterizzata da felci, muschi e pungitopo dalle tipiche bacche rosse. Continuando a salire, ci sia addentra in un’area boschiva – querceti e bosco misto – con una serie di tornanti che conducono al santuario.

Il Santuario della Mentorella

Santuario diMentorella – Photo Credits: https://bit.ly/2VlULOp

Il Santuario della Mentorella è il più antico e piu piccolo santuario del Lazio. Di origini antichissime, secondo la tradizione,si dice che sia stato eretto per volontà dell’Imperatore Costantino nel IV sec. d.C, nel luogo della conversione di Sant’Eustachio, tribuno romano vissuto tra il I e II sec. d.C. . Nel VI secolo venne donato ai Benedettini. Appartenne all’Abbazia di Subiaco fino al XV secolo, ma una volta abbandonato, entrò in un grave stato di decadenza. Riscoperto nel XVII secolo dal gesuita Athanasius Kircher, venne restaurato nel 1680 grazie al coinvolgimento dell’Imperatore Leopoldo I nel suo recupero. Nel 1857, Papa Pio IX lo donò alla Congregazione della Resurrezione di Nostro Signore Gesu Cristo, che lo gestisce ancora oggi.

Fanno parte del Santuario:

  • la Chiesa della Madonna delle Grazie, di impianto basilicale a tre navate, con interessanti frammenti di mosaici cosmateschi;
  • la Cappella di Sant’Eustachio, costruita sul punto più alto della sperone, nel luogo della conversione di Eustachio ;
  • la Scala Santa, fatta costruire da padre Kircher per collegare la Cappella di Sant’Eustachio con la Grotta di San Benedetto;
  • la Grotta di San Benedetto, grotta naturale dove la tradizione dice che abbia vissuto San Benedetto da Norcia prima di andare a Subiaco.

Credenti o non credenti, pensiamo che la visita al Santuario della Mentorella sia comunque un’esperienza che vale la pena vivere, meglio ancora se abbinata ad una bella escurisone di trekking nella natura del Monte Guadagnolo!