Villa Grazioli a Grottaferrata, da villa nobiliare a dimora storica

Villa Grazioli, Grottaferrata – Photo Credits: https://bit.ly/3auRRyZ

Chi non vorrebbe trascorrere un weekend in un’antica villa nobiliare, senza rinunciare ai conforts della vita moderna? A Villa Grazioli, a Grottaferrata, si può! L’antica dimora cardinalizia è una delle dodici Ville Tuscolane, ubicate nel territorio dei Comuni di Frascati, MontePorzio Catone, e Grottaferrata, nella zona dei Castelli Romani. A Grottaferrata si trovano Villa Muti-Arrigoni e Villa Grazioli: a differenza della prima, quest’ultima è visitabile e noi, durante lo scorso fine settimana, abbiamo avuto il piacere di conoscerla.

A differenza della maggior parte delle Ville Tuscolane, attualmente non accessibili, Villa Grazioli negli ultimi anni è stata sottoposta ad accurati lavori di restauro che l’hanno adattata a struttura turistico-ricettiva; è quindi accessibile al pubblico che può apprezzarne le bellezze storico-artistiche e paesaggistiche, e viverla in una esperienza a 360 gradi. La villa, infatti, una delle più ricche a livello artistico tra le Ville Tuscolane, si erge al confine tra Grottaferrata e Frascati in un parco di circa 15 mila metri quadrati, affacciato sulla campagna intorno a Roma.

Allora, scopriamo insieme le origini e la storia di questo inestimabile patrimonio culturale del nostro territorio, a due passi da Roma, tutelato dal 1913 dalla Sovrintendenza alle Belle Arti, per i suoi notevoli valori artistici.

Villa Grazioli, la dimora cardinalizia tardorinascimentale, dalle antiche origini romane

Villa Grazioli in una stampa di Matteo Greuter del 1620 – Photo Credits: https://bit.ly/3qwzteR

Come quasi tutte le Ville Tuscolane, sembra che anche Villa Grazioli sia stata costruita sulle rovine di un edificio di epoca romana, di cui oggi non sono visibili tracce. Dalle descrizioni ottocentesche e da alcuni interventi condotti dalla Sovraintendenza, tutti documentati, si suppone che le fondazioni della villa tardorinascimentale, soprattutto quelle della facciata principale rivolta verso i giardini superiori, siano state appoggiate sui resti di un’antica villa romana. In questa zona delle fondazioni sono emerse, infatti, delle strutture romane che hanno “guidato” l’orientamento della costruzione della villa tardo cinquecentesca. Durante gli scavi, sono stati rinvenuti anche alcuni ambienti ipogei, probabilmente parte di un sistema di opere idrauliche molto articolato.

La villa attuale fu costruita nel 1580 dal Cardinale Antonio Carafa, su di un terreno di proprietà dei Padri Maroniti. Ispirata dalla Villa Farnesina di Roma, opera di Baldassarre Peruzzi, la villa era caratterizzata dalla presenza di due avancorpi laterali sporgenti ed un portico centrale, su cui si ergeva il corpo centrale.

Il nostro diletto figlio Antonio Carafa…. per riprendersi dalle fatiche che assiduamente sostiene per la Chiesa,

si è costruito una villa nell’agro del Tuscolo

avendo in animo non tanto di abbandonarsi agli agi e allo svago,

quanto piuttosto di attingere, nella tranquillità,

ai celesti nutrimenti dello spirito

Così scriveva Papa Gregorio XIII, molto legato al Cardinale Antonio Carafa, per giustificare la costruzione di questa villa, che, però in realtà, come le altre Ville Tuscolane, sorse come casa di campagna, destinata principalmente al soggiorno estivo dell’aristocrazia romana e della nobiltà papale. Ben presto però queste ville, dove in estate si trasferiva tutta la corte papale, divennero dei veri e propri status symbol per la nobiltà e per i membri della corte pontificia. Al loro significato ricreativo si affiancò in breve tempo quello politico e ideologico, spingendo i proprietari ad abbellire e ad arricchire queste dimore, grazie alle opere dei più rinomati artisti dell’epoca.

Villa Grazioli non fu da meno, passando nelle mani di varie famiglie aristocratiche che, tra la fine del Cinquecento e l’Ottocento, chiamarono numerosi artisti per intervenire a livello artistico e architettonico sull’edificio e sul parco circostante. Dal Cardinale Carafa, la villa passò nelle mani del Cardinale Ottavio Acquaviva d’Aragona, a cui si deve la decorazione di gran parte dei soffitti e delle volte dei quattro saloni del piano nobile. realizzati da Agostino Ciampelli.

Passò poi al Cardinale Scipione Borghese che la cedette presto al Cardinal Taverna, e poi al principe Michele Peretti di Montalto, che commissionò la decorazione della Stanza dell’Eliseo al piano nobile a un pittore della scuola bolognese dei Carracci. La villa fu acquistata poi dalla famiglia Savelli e successivamente passò a Livio Odescalchi. Quest’ultimo, sotto la direzione dell’architetto Giovanni Battista Fontana, si occupò del consolidamento della struttura tra il 1696 e il 1698. In questo periodo la villa venne inoltre ampliata, modificando completamente la facciata meridionale e costruendo un secondo piano con la copertura della terrazza cinquecentesca.

Villa Grazioli, Galleria del Pannini – Photo Credits: Elena Castore

Nei primi decenni del ‘700, Baldassarre Erba Odescalchi apportò profonde modifiche all’edificio, aggiungendovi un “appartamento novo” ed una “galleria nova” affrescati successivamente dal Pannini. Nel 1833, la proprietà passò al Collegio di Propaganda Fide e, nel 1870, al duca Pio Grazioli, che intraprese ingenti lavori di restauro sia nell’edificio, che nel parco. Il duca modificò l’ultimo piano della facciata nord, rivolta verso Roma, e fece inglobare la torre centrale del XVI secolo in una nuova struttura, dando all’edificio la veste che conosciamo oggi.

Villa Grazioli oggi: l’esperienza di “vivere” in un’antica dimora storica

Villa Grazioli, Sale affrescate al secondo piano – Photo Credits: Elena Castore

Danneggiata durata la II Guerra Mondiale, Villa Grazioli cadde in abbandono fino al 1987, quando venne acquistata dalla società Villa Grazioli S.r.l. che decise di intraprendere un’accurato restauro per trasformarla in un Hotel di lusso, il Park Hotel Villa Grazioli. I lavori di recupero e di adattamento, durati circa dieci anni, hanno consentito di restituire al complesso architettonico e al parco che lo circonda la sua antica eleganza.

Villa Grazioli oggi integra la rete delle dimore storiche del Lazio, e offre la possibilità di vivere un’esperienza unica all’interno di una villa aristocratica tardo cinquecentesca che ha conservato le sue strutture integre. Si può soggiornare con ogni tipo di confort moderno, all’interno delle stanze situate al secondo piano dell’edificio principale e all’interno di due villini separati, a 20 metri dall’edificio principale e a questo collegati tramite due corridoi sotterranei. Immersi nel verde del parco circostante, con vista panoramica su Roma e sulla campagna che la circonda, pernottando in questa dimora storica si potrà beneficiare di

  • arte e storia
  • cibo tipico locale
  • calma e confort
  • turismo slow

In alternativa al pernottamento, si può conoscere la villa gustando le prelibatezze del suo ristorante, aperto anche al pubblico esterno; si possono affittare le sue sale per meeting ed eventi, o per cerimonie – matrimoni, battesimi, feste private – godendo di un meraviglioso servizio di banqueting. Infine, si può partecipare ad uno dei tanti eventi che in questi ultimi anni sono stati organizzati all’interno dei suoi ambienti o nel suo meraviglioso giardino: dai concerti nel parco, alle serate enogastronomiche, ai tour organizzati alla scoperta del territorio dei Castelli Romani.

Non ci resta che scegliere il modo che più ci piace per conoscere questo gioiello di importanza storico-culturale di livello nazionale, e vivere appieno un’esperienza che siamo sicure non dimenticherete facilmente!