Grottaferrata: il lato elegante dei Castelli Romani

Grottaferrata -Abbazia San Nilo - Credits: saraalessandrini.it
Grottaferrata -Abbazia San Nilo – Credits: saraalessandrini.it

Quando si pensa ai Castelli Romani, ritornano alla mente le giornate goderecce e spensierate. Scampagnate all’insegna della spontaneità che non sempre si sposa con buongusto.
Eppure, esiste sempre un’eccezione che conferma la regola. Grottaferrata è una delle mete turistiche più conosciute dei Colli Albani, nota soprattutto per essere uno dei centri storici più eleganti e prestigiosi dei Castelli Romani. Una cittadina raffinata, dunque, situata tra Marino e Frascati e famosa per le sue numerose ville nobiliari e le tante chiese situate all’esterno e all’interno del centro urbano.

Santa Maria di Grottaferrata: un’abbazia nel cuore della città

Tra le perle architettoniche che decorano il centro storico di Grottaferrata, spicca una gemma. Si tratta dell’Abbazia di Santa Maria fondata nel 1400 da San Nilo da Rossano e destinata ben presto a diventare un importante centro culturale. La sua unicità è data dal fatto che, prima dello Scisma che portò alla rottura della Chiesa Romana con quella di Costantinopoli, era un bene in comune con il Vescovo di Roma pur conservando il rito Bizantino-Greco e la tradizione monastica orientale delle origini.

Una città nobiliare

Al di là delle tante Chiese che “affollano” sia l’interno che l’esterno del centro storico, Grottaferrata è impreziosita da numerose ville nobiliari purtroppo non aperte al pubblico.
Di certo, tre sono le più famose. Scopriamole insieme.
Villa Cavelletti, il cui nome attuale venne assunto quando nel 1956 il marchese Ermete Cavalletti acquistò la tenuta dal cardinale Bartolomeo Cesi. La Villa venne costruita e arredata nel Settecento e oggi ospita una comunità cattolica d’integrazione e la prestigiosa Accademia per la Teologia del Popolo di Dio. Se non bastasse a stuzzicare la curiosità nello scoprire questo piccolo gioiello, all’interno della tenuta vi è una necropoli considerata tra le più estese dei Colli Albani.
Villa Dusmet, invece, fu costruita davanti a Villa Arrigoni-Muti alla fine dell’Ottocento da Zeffiro Rossellini e venduta nel 1919 al marchese Alfredo Dsmet. Oggi la villa è dimora delle suore Pallottine che l’acquistarono nel 1966.
Concludiamo il tour delle ville nobiliari con Villa Rasponi posta in una tenuta a nord est della città. Nel Settecento la proprietà appartenne alle famiglie Scarsella e Lema, e venne acquistata da Eugenio Rasponi nel 1821. All’interno sono presenti affreschi eseguiti da Domenica Crespri “il Passignano”, Pietro da Cortona e Ludovico Cardi “il Cigoli”.

Un borghetto fuori borgo

Grottaferrata – Borghetto – Credits: tesoridellazio.it

Al di fuori del centro storico si erge il Borghetto di Grottaferrata: un castello edificato nel X secolo su ordine dei Conti di Tuscolo. Proprio contro i Conti di Tuscolo e il loro Castello si schierarono i monaci dell’Abbazia di Grottaferrata che stilarono un documento in cui definivano la roccaforte una taberna in burgo de Tuscolana. Il motivo? Probabilmente dovuto all’imposizione di una tassa sul passaggio del Borghetto voluta dagli stessi Conti e che nel tempo portò all’abbandono della strada nel periodo medioevale.