Pico, uno dei borghi più belli d’Italia. Scopriamo il perché

Pico e il Castello Farnese - Vista dall'alto - credits: Borghi più belli d'Italia
Pico e il Castello Farnese – Vista dall’alto – credits: Borghi più belli d’Italia

Tra i Monti Ausoni e i Monti Aurunci sorge Pico, un piccolo borgo della provincia di Frosinone dominato dal Castello Farnese. La storia del paese e della roccaforte che lo sovrasta si intrecciano nel 1049, anno in cui venne eretto il Castello da Giovanni Scinto, signore di Aquino. Eventi storici e personaggi letterati, che hanno lasciato traccia del loro passaggio, hanno contribuito a rendere Pico uno dei borghi più belli d’Italia.

Un nome dalle origini controverse

Sul nome di Pico si sono aperte accese discussioni. Unico elemento certo è la radice celtica pik, ovvero punta aguzza, probabilmente dovuta allo sperone su cui si ergeva il castello.

Prime testimonianze sull’esistenza del borgo risalgono al 589 d.C., data dell’invasione del longobardo Zottone, duca di Benevento, artefice della distruzione di Montecassino, di Pico e del comune vicino Pastena.

Il centro di Pico, uno piccolo scrigno storico

Pico - Vicoli del borgo - credits: Borghi più belli d'Italia
Pico – Vicoli del borgo – credits: Borghi più belli d’Italia

Il nucleo storico di Pico ricorda la tipica struttura urbana medioevale, con strade strette, irregolari, concentriche, connesse tra loro da scalinate che si snodano attorno al castello e lungo la cinta muraria, inframezzata da quattro porte aperte verso il centro abitato.

Procediamo lungo il dedalo di viuzze e vicoli per giungere, attraverso una delle porte della città, alla parte più antica del borgo accanto alla quale sorge un palazzo che mostra visibili i segni della seconda guerra mondiale. Le strade del paese formano una raggiera, il che rafforza l’ipotesi che l’antico borgo fosse costituito da tre cerchie murarie oltre al castello.

Sull’alto versante della sommità sorge la chiesa di Sant’Antonino risalente al ‘700 con una facciata caratterizzata da lesene in pietra angolare.

Castello Farnese protagonista della storia di Pico

Pico - Castello Farnese - credits: Italy for Movies
Pico – Castello Farnese – credits: Italy for Movies

Non si hanno molte informazioni documentate circa il Castello che sovrasta il borgo di Pico. Si presume sia stato costruito intorno al XI secolo da Giovanni Scinto, signore di Aquino. Nel tempo, attorno alla fortezza, iniziarono a crearsi nuclei abitativi che diedero poi vita al centro urbano di Pico. Del Castello di Pico rimangono poche tracce che tuttavia riescono a conquistare i visitatori nonostante la loro evidente decadenza.

Due torri circolari svettano visibili all’interno della cinta muraria. Una di esse è decorata da un orologio di epoca rinascimentale. Se la parte esterna del Castello può essere visitata in qualunque momento, l’interno invece apre le sue porte solo in giorni ed orari fissati e per le cui date vi rimandiamo al sito del Comune di Pico.

Pico - Castello Farnese - credits: Italy for Movies
Pico – Castello Farnese – credits: Italy for Movies

Pico il luogo ideale per i letterati

Pico - Dimora di Tommaso Landolfi - credits: Parco Letterario Landolfi
Pico – Dimora di Tommaso Landolfi – credits: Parco Letterario Landolfi

Il borgo di Pico non è solo custode fedele del tempo passato ma, tra le sue strade e i suoi palazzi si può respirare cultura.

Qui lasciarono traccia del loro passaggio Eugenio Montale che nella Elegia di Pico Farnese, scritta dopo aver fatto visita all’amico e scrittore Tommaso Landolfi, nativo di Pico, descrive il borgo come

strade e scale che salgono a piramide, fitte

d‘intagli, ragnatele di sasso (…) 

Non solo. Tra i palazzi ottocenteschi del centro storico, sorge la casa natia proprio del poeta e scrittore Tommaso Landolfi che definisce il paese natio come “un minuscolo borgo sperduto tra le montagne”.

Per divulgare la conoscenza di questo poeta attraverso i luoghi che lo hanno ispirato in vita, nel 2014 è stato realizzato il Parco Letterario Landolfi che si snoda lungo i vicoli del centro storico: dodici pannelli in legno, disposti lungo il centro storico e le aree montane più care allo scrittore. Il profondo legame tra il poeta e il borgo è ulteriormente suggellato tra Pico e Ronciglione, paese in cui lo stesso Landolfi è morto.