Auguri a Sabaudia, modello di architettura razionalista italiana!

Vista aerea di Sabaudia, 1934 – Photo credits: Stato Maggiore Aeronautica, s.d., n. cat. 21790, in: https://bit.ly/3v61Ipr

Il 15 aprile scorso, Sabaudia, cittadina in provincia di Latina, nota oggi soprattutto per la sua splendida spiaggia dalla sabbia dorata, ha compiuto 88 anni! Fondata il 5 agosto del 1933, venne infatti inaugurata il 15 aprile del 1934, nell’ambito della grandiosa opera di bonifica della pianura pontina e della successiva fondazione, in questo stesso territorio, di cinque nuove città, sotto il regime fascista.

Sabaudia è, infatti, insieme a Littoria (oggi Latina), Aprilia, Pomezia e Pontinia una delle città di fondazione pontine, sorte tra il 1932 ed il 1939 per volontà di Benito Mussolini, su di un territorio conquistato alla natura, dopo anni di duro lavoro. A differenza delle altre quattro cittadine, però, Sabaudia venne fondata in un contesto ambientale e paesaggistico di grande bellezza, elemento che, nel tempo, ha giocato un ruolo importante per la sua salvaguardia.

Nonostante la sua giovane età, la cittadina pontina è oggi considerata uno dei più importanti esempi di architettura razionalista italiana. Nel 1996, il suo complesso edilizio e urbanistico è stato inserito dal DO.CO.MO.MO Italia nella lista delle 18 opere italiane più significative del Novecento, da inserire anche tra le opere esemplari del Movimento Moderno a livello internazionale.

Scopriamo quindi la storia e le caratteristiche che fanno di Sabaudia un luogo da conoscere non solo per il suo splendido lido!

La fondazione di Sabaudia

Inaugurazione di Sabaudia, 15 aprile 1934 – Archivio Luce

Come tutte e cinque le città di fondazione pontine, Sabaudia, la seconda nata in ordine cronologico, venne fondata in occasione dell’opera di bonifica dell’Agro Pontino, intrapresa e portata a termine sotto il governo di Mussolini tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso. La conquista della pianura pontina alla Natura, dopo secoli di tentativi falliti, e la sua trasformazione da zona paludosa a zona agricola portarono alla necessità di popolare questo territorio, da sempre ostile all’uomo.

Dai Poderi, organizzati in comprensori facenti capo ai Borghi rurali, alle Città di fondazione, tutto questo territorio venne articolato sulla base di un ambizioso progetto urbanistico fondato su di una organizzazione piramidale, di cui la Pentapoli Pontina costituiva il cuore.

La nascita di Sabaudia venne preannunciata da Mussolini il 18 dicembre 1932, durante l’inaugurazione di Littoria (Latina). A quell’epoca, però, ancora non si era ancora deciso il luogo dove sarebbe sorta. Fu Valentino Orsolini Cencelli, Commissario dell’Opera Nazionale per i Combattenti, che gestì i lavori di bonifica dell’ Agro Pontino, ad individuare il luogo dove sarebbe nata Sabaudia.

Diversamente dalle altre quattro città di fondazione, per Sabaudia, Cencelli scelse una posizione decentrata rispetto all’asse viario di collegamento con Roma, la Via Lunga (oggi via Pontina): un luogo con alte potenzialità paesaggistiche, in prossimità della costa, delimitato dai due bracci del Lago di Paola, con lo sfondo dominato dalla presenza maestosa del Promontorio del Circeo. Una buona parte del suo territorio avrebbe fatto parte del Parco Nazionale del Circeo, istituito nel 1934 su di un’area di 8000 ettari di foresta dell’antica Selva di Terracina che, con la creazione del Parco, venne salvata dall’abbattimento. La cittadina pontina avrebbe dato le spalle al mare, aprendosi sulla pianura pontina, a conferma della sua vocazione agricola, che più tardi, però, si trasformò in una vocazione balneare e turistica.

Un luogo da sempre molto ambito per la sua bellezza paesaggistica, come dimostra la presenza, fin dall’epoca romana, di importanti reperti archeologici: dalla maestosa Villa di Domiziano sulle rive del Lago di Paola, che alcuni suppongono sia stata edificata fin dall’età augustea; al porto-canale che unisce il Lago di Paola al mare, voluto da Nerone; alla Casarina, una villa romana che durante l’epoca medievale fu convertita in convento; al Santuario della Madonna della Sorresca, edificato dai Benedettini nel VI secolo d.C., etc.

Per la fondazione di Sabaudia, il 21 aprile 1933, l’ Opera Nazionale per i Combattenti bandì un concorso di progettazione da espletarsi entro un mese. Tra i tredici progetti presentati, il vincitore fu quello di un gruppo di quattro architetti – Gino Cancellotti, EugenioMontuori, Luigi Piccinato e Alfredo Scalpelli – tutti esponenti del M.I.A.R., il Movimento Italiano per l’Architettura Razionale.

Il Rdl n. 1071 del 4 agosto 1933 approvò la costituzione del nuovo comune di Sabaudia: il giorno seguente, il 5 agosto 1933, Mussolini celebrava la cerimonia della posa della prima pietra, pietra in cui all’interno di un incavo vennero sigillati simbolicamente uno scalpello ed una cazzuola. Grazie al lavoro incessante di circa 8000 operai, la nuova cittadina, chiamata Sabaudia in onore della Casa Reale, venne inaugurata il 15 aprile del 1934 con una imponente cerimonia, cui presero parte il re Vittorio Emanuele III e sua moglie, la regina Elena di Montenegro.

Sabaudia, un esempio di architettura razionalista da conoscere

Progetto di Sabaudia, 1933 – Archivio Storico Comunale

Sabaudia fu progettata per ospitare una popolazione di circa ventimila persone: cinquemila residenti nel nucleo urbano e le rimanenti nei poderi di competenza, che avrebbero dovuto fare capo ai due borghi rurali di San Donato e Vodice. La cittadina doveva essere il fulcro di un sistema urbano unitario, un centro servizi per la campagna circostante.

Sabaudia avrebbe ospitato il municipio, la chiesa con annessa casa delle suore, l’ospedale, la scuola materna, il cinema teatro, la casa delle associazioni combattentistiche, la casa del fascio, l’albergo, le poste e telegrafi, la caserma dei carabinieri, il campo sportivo, l’ippodromo, le scuole, il cimitero, negozi, case di abitazione, uffici e direzione dell’Opera Nazionale Combattenti, il serbatoio idrico, l’edificio destinato alla milizia volontaria di sicurezza nazionale e alla milizia portuaria, il macello e il
mercato coperto.

Il progetto vincitore per la fondazione di Sabaudia era un piano di chiara matrice razionalista, con interessanti richiami alla tradizione urbanistica delle città italiane. Prevedeva uno sviluppo planimetrico secondo due direzioni ortogonali, corrispondenti ai due assi stradali principali, il cardo e il decumano, di chiara ispirazione romana, che dividevano la città in quattro quadranti.

A questo schema viario si sovrapponeva la concezione medievale della città, organizzata su un sistema di torri e piazze che identificavano le istituzioni e i luoghi del potere, destinando il 10% dell’area globale a verde pubblico.

Piccinato, uno dei 4 progettisti, sottolineava la novità di questo piano che si contrapponeva al superato modello ottocentesco.

Non più la città murata contrapposta alla campagna,

la città che impone enormi spese e non produce, la città fine a se stessa

e che in sé si conclude, ma nuove forme urbane aperte e decentrate,

ragionevoli ed equilibrate con la loro funzione…

Una città indissolubilmente legata al suo territorio….

Questo suo legame con il territorio circostante la allontanò, però, molto presto falla finalità con cui era stata costruita, quella agricola, trasformandola, piuttosto, fin dai primi anni in un centro turistico-balneare per la stessa elite fascista. A questa trasformazione contribuì successivamente anche la costruzione del ponte Giovanni XXIII, progettato da Riccardo Morandi ed inaugurato nel 1965, ma previsto dal piano del 1933, che collegò indissolubilmente la cittadina al mare.

Nonostante il boom edilizio degli anni Sessanta, che ha portato alla costruzione di numerose case di villeggiatura, con l’occupazione delle zone ai margini della città, Sabaudia ha mantenuto la sua peculiarità urbanistica, essendo ancora oggi uno degli esempi più riusciti e ben conservati di architettura razionalista italiana.

Non rimane quindi che programmare una visita in questo piccolo gioiello pontino, cui dedicheremo presto un articolo specifico, con diritto a un tramonto finale sulla sua bellissima spiaggia dorata!