Palazzo Chigi di Ariccia: un viaggio a ritroso nel tempo

Un ponte di pietra segna l’ingresso ad Ariccia, borgo noto ai più per le famose fraschette in cui gustare le delizie enogastronomiche proprie dei Castelli Romani. Eppure, proprio qui fa mostra del suo fasto Palazzo Chigi, uno dei pochi simboli ancora esistenti dell’aristocrazia italiana e non solo.

Visitarlo vuol dire tuffarsi in un viaggio nel tempo. Attraversare le sue numerose sale damascate e ricche di arazzi è una scoperta di un’epoca ormai lontana.

Ariccia - Palazzo Chigi - Esterno
Ariccia – Palazzo Chigi – Esterno

Una dimora barocca immersa nel verde

Ariccia - Palazzo Chigi - Giardino Interno
Ariccia – Palazzo Chigi – Giardino Interno

Palazzo Chigi rappresenta un esempio unico di dimora barocca che è rimasta inalterata nel suo contesto architettonico, urbanistico e paesaggistico.

Il Palazzo Ducale di Ariccia, infatti, è l’unico esempio al mondo di “interno barocco”, una capsula del tempo che conserva l’arredamento e la disposizione originaria delle sale: la residenza privata della famiglia Chigi, infatti, è rimasta intatta e vanta ancora al suo interno molti elementi d’arredo disegnati dal Bernini e dai suoi allievi.

Il Palazzo mostra un aspetto unitario ed armonioso all’esterno, frutto di una radicale ristrutturazione che trasformò nel XVII secolo l’antico castello Savelli in una fastosa dimora barocca. L’edificio venne ristrutturato tra il 1664 ed il 1672 sotto la direzione di Carlo Fontana, massimo esponente dell’architettura tardo barocca, seguendo il disegno progettuale del suo maestro: Giovan Lorenzo Bernini.

Al suo interno, un’importante collezione di dipinti, sculture e arredi contribuisce ad impreziosire ancor di più, se possibile, la dimora ducale. Tali opere appartengono principalmente alla scuola romana, in particolare a Pietro da Cortona, Maratta, Giacinto Brandi, Baciccio, Borgognone, Imperiali, Sebastiano Conca, Corrado Giaquinto, Pompeo Batoni.

Ad avvolgere in un manto verde l’intero palazzo è una vasta area boschiva di 28 ettari, che racchiude in sé i resti del Nemus arcinum consacrato a Diana e ricordato come il “parco storico”. Il suo valore ambientale e paesaggistico è tale da costituire il più importante ecosistema dei Castelli Romani.

Ariccia - Palazzo Chigi - Parco esterno
Ariccia – Palazzo Chigi – Parco esterno

I Chigi: una famiglia di santi, profani e mecenati

Dinanzi alla ricchezza ed opulenza di Palazzo Chigi, viene istintivo chiedersi chi fossero la famiglia che ancora oggi lo abita.

I Chigi si affermarono sin dal XIII secolo tra le famiglie di spicco di Siena, nei settori del commercio e della finanza. Il casato vanta ben due beati: Angela e Giovanni ricordati nel XIV secolo, un venerabile Aurelio vissuto tra il XVI e XVII secolo, quattro cardinali ed un papa.
Tra i personaggi di spicco non si può non ricordare il banchiere Agostino Chigi detto Il Magnifico e considerato uno dei più grandi mecenati del Rinascimento che commissionò a Raffaello la realizzazione delle cappelle di famiglia. Al suo servizio lavorarono, oltre Raffaello, Giulio Romano, il Sodoma e Sebastiano del Piombo.

Con l’elezione pontificia di Fabio Chigi che prese il nome di papa Alessandro VII, la famiglia Chigi acquisì nuovo potere. Sembra che fu proprio papa Alessandro VII a dare a Roma un aspetto propriamente barocco, commissionando importanti interventi urbani ed architettonici proprio al Bernini. Mentre, il “cardinal nepoteFlavio Chigi, fu il principale artefice delle collezioni artistiche della famiglia. La sua sensibilità artistica promosse pittori, scultori e architetti, patrocinando il teatro e la musica.

Ariccia – Palazzo Chigi – Sala Rossa del Cardinale

Quando il cinema entra a palazzo!

Palazzo Chigi indubbiamente rappresenta uno scenario ideale per il cinema italiano e non solo. L’imponenza delle mura esterne, la sontuosità dei suoi interni e la peculiarità del suo parco costituiscono dei meravigliosi set cinematografici per pellicole storiche o racconti fantastici.

Le sue sale hanno ospitato attori di grande valore come Vittorio Gassman ne “La Figlia del diavolo”, Alberto Sordi nella sua magnifica interpretazione de “L’avaro”. Ma il film che senza dubbio ha lasciato una traccia indelebile all’interno del Palazzo è “Il Gattopardo”. Nelle sue sale, infatti, vennero girate alcune scene del celebre film!