San Gregorio da Sassola: un cuore diviso in due

San Gregorio da Sassola - Vista Panoramica - Credits: https://bussoladiario.com/
San Gregorio da Sassola – Vista Panoramica – Credits: https://bussoladiario.com/

A pochi chilometri da Roma sorge il borgo di San Gregorio da Sassola. Il suggestivo comune ai piedi del Monte Carella, tra i Monti Prenestini, si compone di due nuclei distinti: uno medioevale sviluppato su una roccia di origine vulcanica e l’altro, Borgo Pio, più moderno e barocco risalente al ‘600, che sorge su rilievi calcarei. Il secondo nucleo venne realizzato per volere del cardinale Carlo Pio di Savoia per ripopolare il paese, decimato dalla peste del 1656.

Da Gregorio Magno a Carlo Pio di Savoia: un viaggio senza tempo

San Gregorio da Sassola - borgo medioevale
San Gregorio da Sassola – borgo medioevale

Il borgo di San Gregorio prende il nome da Papa Gregorio Magno che nel 587 donò al Monastero di Sant’Andrea al Celio il terriorio su cui successivamente nel X secolo verrà edificato il Castello Brancaccio e il borgo. Gli anni a seguire videro il borgo e il territorio circostante conteso tra i Colonna e gli Orsini. All’interno del Castello sono custoditi numerosi affreschi attribuiti ai fratelli Zuccari.

La parte barocca di San Gregorio è data da Borgo Pio. Un piccolo nucleo abitativo in antitesi alla parte medioevale. Il borgo “barocco” fu realizzato su volere del cardinale Carlo Pio di Savoia per ripopolare il paese, purtroppo decimato dalla peste del 1656. Via di Borgo Pio, asse viario del nucleo barocco, confluisce in una piazza ellittica; potremmo definirla una piccola arena circondata da tre gruppi di edifici che accompagnano l’andamento curvilineo della piazza. Nel progetto originario i gruppi di edifici erano quattro. L’ultimo, però, non venne mai costruito.

Castello Brancaccio: fiore all’occhiello di San Gregorio

San Gregorio da Sassola - Castello Brancaccio - Credits: https://mapio.net/
San Gregorio da Sassola – Castello Brancaccio – Credits: https://mapio.net/

L’edificio che meglio incarna l’essenza di San Gregorio da Sassola è senza dubbio il Castello Brancaccio.
Risalente alla metà del X secolo, il Castello nasce come rocca difensiva del primo nucleo abitativo e la sua storia è intimamente legata a quella del paese e delle varie famiglie che nei secoli si succedettero nella proprietà. Il Castello perse negli anni la funzione difensiva ed acquistò man mano l’aspetto di una dimora residenziale.

A cavallo tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVII secolo ci furono due importanti ristrutturazioni volute rispettivamente dal Cardinale Prospero Pubblicola Santacroce (1567-1586) e del Cardinale Carlo Pio di Savoia (1655-1689). In quegli anni, infatti, vennero costruite la parte dell’edificio che guarda a tramontana con la torre centrale a pianta quadrata coronata da una merlatura e il ponte levatoio che dà accesso al portale ad arco a tutto sesto e all’ampio ed elegante cortile interno. Le sale interne vennero affrescate con dipinti realizzati dai fratelli Zuccari, Taddeo e Federico, appartenenti al tardo manierismo.

San Gregorio da Sassola - Castello Brancaccio - Credits: https://mapio.net/
San Gregorio da Sassola – Castello Brancaccio – Credits: https://mapio.net/

Negli anni successivi, caduto nelle mani di proprietari spagnoli, il castello conobbe un lungo periodo di abbandono e decadenza. Solo a partire dalla metà del XIX secolo, il castello rifiorì al suo antico splendore ad opera del principe Duca di Uceda, Tirso Telles y Gyron. Il palazzo venne collegato con la parte bassa del paese attraverso una scala interna intagliata nel tufo. È molto probabile che allo stesso periodo appartenga la sistemazione delle quattro tele raffiguranti gli amori di Venere, poste nel soffitto della prima stanza a sinistra del salone al pianterreno. Tali dipinti, di notevole pregio artistico, sono del pittore neoclassico Andrea Appiani che li realizzò nel 1784.

Nel 1889 il Castello venne acquistato da D. Elisabetta Frield, moglie del Principe di Salvatore Brancaccio. I nuovi Principi scelsero di ampliare e ammodernare l’edificio facendo costruire due cavalcavia sulla strada principale all’imbocco della Porta per congiungere l’ala est del castello (voluta dai nuovi inquilini e quindi più moderna) con quella ovest (più antica e antecedente l’arrivo dei principi Brancaccio). Il campanile venne sostituito dalla Torre quadrata, visibile tutt’oggi. Le sale interne, invece, vennero ancor più arricchite con affreschi e decorazioni preziose. A coronare il periodo di ristrutturazioni volute dai principi Brancaccio fu la visita a San Gregorio della Regina Margherita nel 1899. Il Castello rimase di proprietà dei Principi Brancaccio fino al 13 febbraio 1991, quando divenne proprietà comunale.