Chia: nel borgo medioevale gli ultimi giorni felici di Pasolini

Borgo Chia - Credits fondoambiente.it
Borgo Chia – Credits fondoambiente.it

Ci sono luoghi circondati di un’aurea suggestiva. Il più delle volte il loro fascino è legato al genio creativo di chi li ha costruiti, alla perfetta sintonia con l’ambiente circostante o alla personalità di chi li ha abitati. E’ questo quello che accade quando si arriva ai piedi di Torre Chia, ovvero il Castello di Colle Casale. L’edificio a pianta pentagonale che domina Chia, frazione di Soriano nel Cimino in provincia di Viterbo.

Chia: un piccolo villaggio sulla valle del Tevere

Borgo di Chia - veduta dal basso
Borgo di Chia – veduta dal basso

Il centro storico di Chia risale al 1100 e tutt’ora conserva la pianta originale. Esempio di urbanistica medioevale, le cronache del tempo la definiscono un complesso di piccole case e palazzi, torri basse e bastioni disposte lungo un preciso schema difensivo. Nella parte più alta del colle sorge Piazza Giordano Bruno dalla forma irregolare. Un alternarsi di archi, scalette e strette viuzze da cui si scorgono le rovine della chiesa parrocchiale oltre la quale inizia la parte più antica del villaggio. Oggi, però, Chia presenta una conformazione diversa: divisa in due zone diverse per tipologia ed aspetto. Attorno alle abitazioni del vecchio nucleo, infatti, si sono aggiunte nel tempo nuove costruzioni in un continuum tra il vecchio e il nuovo.

Torre Chia: il rifugio sereno per il grande Pasolini

Torre di Chia
Torre di Chia

Indubbiamente, è il Castello di Colle Casale il fiore all’occhiello di Chia. Una roccaforte composta da un corpo centrale attorniato da mura merlate interrotte da due torri a base pentagonale, la prima delle quali alta ben 42 metri.
Proprio durante la visita alla Torre di Chia nel 1960, Pier Paolo Pasolini ne rimase colpito al punto da dedicare all’edificio gli ultimi versi del “Poeta delle Ceneri” (1966-1967).
Ormai il maestro Pasolini era indissolubilmente legato a quel luogo. Nel 1970 acquistò il Colle Casale con la Torre che tanto lo avevano ammaliato e con Dante Ferretti progettò una residenza a ridosso del Castello.

Pier Paolo Pasolini a Torre Chia - Credits repstatic.it
Pier Paolo Pasolini a Torre Chia – Credits repstatic.it

Proprio in quegli anni il maestro intraprese un’opera di recupero storico-artistico dell’intero complesso, la cui storia si dispiega dal Medioevo fino al XX secolo.
Ciò che realizzò Pasolini all’interno del Casale Castello fu una casa-studio composta da un corpo poco profondo e poco visibile dall’esterno, caratterizzata da ampie vetrate che affacciavano su un paesaggio suggestivo. Il padiglione di legno, era il luogo dove poteva dedicarsi alle sue pitture. Originariamente il progetto dell’abitazioe prevedeva un tetto ricoperto di erba che poi in fase di costruzione venne sostituito da una copertura in cemento, sicuramente più pratica ma meno suggestiva.

Pier Paolo Pasolini nella sua residenza a Torre Chia - Credits polytroponmagazine.com
Pier Paolo Pasolini nella sua residenza a Torre Chia – Credits polytroponmagazine.com


Tutto doveva integrarsi in armonia con l’ambiente circostante. La sua casa di pietra e vetro doveva mimetizzarsi fra le rocce e il verde della natura circostante dove Pier Paolo Pasolini amò trascorrere i giorni più felici dei suoi ultimi anni.