Torre Astura, il castello sul mare dalla lunga storia

Torre Astura

Tra le varie fortificazioni presenti sulla costa laziale, Torre Astura, localizzata a 10 km dalla cittadina di Nettuno, è una delle più antiche e affascinanti. Vanta una storia millenaria, ripercorribile attraverso le testimonianze archeologiche presenti sul sito e gli scritti di letterati e viaggiatori che, nel tempo, hanno decantato le bellezze di questo luogo magico.

La bellezza di questa antica torre di origine romana, trasformata, in epoca medievale, in un vero e proprio castello- fortezza sul mare, non riguarda solo la costruzione in sé, ma anche la sua particolare localizzazione e le caratteristiche paesaggistiche del luogo in cui si trova. Costruita su di un isolotto artificiale poco distante dalla terraferma, cui è collegata attraverso un ponticello in muratura, Torre Astura si erge in mezzo al mare e dà le spalle a un’area naturalistica di grande fascino. Scopriamone insieme le attrattive e la storia.

Tra dune e pinete: il Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.) “Litorale di Torre Astura”

La pineta di Torre Astura

La bellezza paesaggistica di questo tratto di costa laziale è stata descritta da molti autori latini; in epoca romana, fin dall’età repubblicana, molti patrizi e, in seguito, imperatori costruirono le loro sontuose residenze estive proprio in questa zona litoranea.

Pare che anche Cicerone avesse qui una delle sue tante ville (ne aveva diciotto!). Quella di Torre Astura, però, era quella da lui prediletta: affacciata sul mare, all’interno della pineta che ancora oggi fa da scenario al Castello di Torre Astura, aveva alle spalle una foresta di querce e cerri millenari, descritta molte volte nei suoi scritti. Il grande oratore romano, in una delle tante lettere indirizzate al suo amico Tito Pomponio Attico, parla così di questo luogo:

Non vi è nulla di più sereno, splendido e ameno… Astura è un paradiso

All’epoca doveva essere veramente un paradiso, visto che, ancora oggi, dopo millenni, nonostante la forte pressione antropica, il territorio costiero nei dintorni del Castello di Torre Astura conserva caratteristiche di grande pregio ambientale. Classificato come Sito di Interesse Comunitario – SIC, con la denominazione “Litorale di Torre Astura“, per la presenza di alcuni habitat e specie vegetali di importanza comunitaria, in seguito, è stato designato Zona Speciale di Conservazione – ZSC, per garantirne la conservazione.

In una fascia costiera che si estende per circa 8 km lungo il litorale a sud-est del centro abitato di Nettuno, il SIC occupa una superficie di 201 ettari. Si tratta di un territorio quasi completamente pianeggiante, nel quale si trovano tratti di vegetazione bassa, tipica della macchia mediterranea, e tratti boschivi, con presenza di aceri, roverelle, cerri e farnetti, nelle zone più interne. In prossimità del mare, invece, boschi di leccio e sughera si intercalano a pinete secolari, sorte grazie all’opera dell’uomo nel corso del tempo. Una bellissima pineta delimitata a sud dal corso del fiume Astura fa da scenario al Castello di Torre Astura. Sulla costa, invece, dominano le dune: da quelle embrionali mobili, a quelle mobili del cordone litorale, a quelle fisse, con presenza di diverse specie vegetali, alcune delle quali pregiate.

Da villa romana a torre difensiva medievale, a castello gentilizio: le mille vite di Torre Astura

L’importanza del fiume Astura non è legata appena agli aspetti ambientali e paesaggistici del territorio di Torre Astura ma anche alle origini di questa costruzione. Secondo le ipotesi più accreditate, supportate dagli scritti del geografo e storico greco Strabone nel I sec. a.C., il nome Astura deriverebbe dalla presenza di un approdo, costruito alla foce del fiume Astura, il più importante corso d’acqua tra la foce del Tevere ed il Circeo. Si trattava probabilmente del porto di Satricum, una cittadina che sorgeva lungo lo stesso fiume, nell’entroterra. Secondo alcune fonti tarde, in corrispondenza di questo approdo, sarebbe esistito un villaggio, una stazione dell’antica via Severiana, costruita tra il II e il III sec. d.C. per collegare l’antica città di Portus con Terracina.

Il Castello di Torre Astura che noi vediamo oggi ha una lunghissima storia alle spalle ed è frutto di numerose trasformazioni avvenute nel corso di circa duemila anni di vita. Le numerose fonti letterarie ed i resti archeologici pervenuti fino ad oggi indicano che qui, fin dal I sec. a.C., esisteva una grande villa formata formata da due parti collegate tra loro da un ponte, una sulla terraferma, più estesa, oggi quasi interamente nascosta dalle dune costiere, l’altra insulare Quest’ultima era costituita da numerosi ambienti, cisterne e cunicoli, ed era dotata di una grande peschiera, elementi ancora visibili.

E’ questo un luogo ameno e avanzato nel mare, sì da essere visibile da Anzio e da Circei.

Cicerone

La descrizione del luogo fatta da Cicerone al suo amico Attico in una lettera del 14 marzo del 45 a.C. fa ipotizzare che i resti della villa oggi visibili sulla terraferma possano coincidere con la dimora dove il grande oratore visse tra il 45 e il 44 a.C. Probabilmente, in epoca successiva, la villa divenne proprietà imperiale, e solo allora venne realizzato il porto artificiale, di cui sono ancora visibili i due bracci che si distaccano dalla peschiera.

Sui resti della parte insulare della villa, in epoca medievale, venne edificata una sorta di fortilizio quadrato con torre, di cui si fa menzione nel 1193. In questa data, Astura, che nel 987 era stata ceduta ai monaci alessiani, era già nelle mani della famiglia Frangipane da due anni. Doveva trattarsi di una costruzione rudimentale, realizzata con i materiali di spoglio dei numerosi ruderi romani presenti nelle vicinanze.

Passata nelle mani di varie famiglie aristocratiche, dai Caetani, agli Orsini, ai Malabranca che sicuramente rimaneggiarono la costruzione, nel 1427 venne data in proprietà ai Colonna, che trasformarono radicalmente il castello. Quest’ultimo divenne una vera e propria struttura di difesa fortificata. La torre venne ricostruita con una base pentagonale, su progetto dell’architetto Giacomo Taccola di Siena, nel 1458. Tutta la struttura venne ampliata e trasformata in maniera tale che la torre si venne a trovare al centro del complesso edilizio, come dettavano le teorie urbanistiche rinascimentali.

Nel 1831, il Castello di Torre Astura venne acquistato dai Borghese che lo modificarono per renderlo abitabile. Successivamente, fu oggetto di una serie di interventi di restauro, che garantirono la possibilità di affittarlo.

Dal 1984 l’intera area, insieme al Castello e alla pineta, sono divenute proprietà del Ministero della Difesa. Torre Astura ricade all’interno dell’area del “Poligono di tiro militare di Nettuno” e ciò ha permesso che tutta la zona rimanesse protetta dalle grandi trasformazioni avvenute in questi ultimi quarant’anni su quasi tutta la costa laziale. Nonostante l’accesso al pubblico sia limitato alla stagione estiva e ad alcuni giorni dell’anno, però, il degrado della struttura e dell’ambiente circostante è visibile.

Speriamo che dopo essere sopravvissuta a duemila anni di storia, Torre Astura continui a raccontarci le sue nuove vite per almeno altri duemila anni di storia! Se volete saperne di più su questo luogo magico fuori dal tempo, seguite i nostri canali social!