Tra costa e mare: dalle dune di Capocotta alle secche di Tor Paterno

Dune di Capocotta, vista aerea. Immagine del litorale a ridosso della Tenuta di Castel Porziano, caratterizzato dalla presenza di dune e vegetazione nativa di macchia mediterranea
Le dune di Capocotta, parte della Riserva del Litorale Romano – Photo Credits: https://bit.ly/dune-Capocotta

Avreste mai pensato che, a due passi da Roma, esiste un piccolo paradiso marino? Ne fanno parte le dune di Capocotta e le secche di Tor Paterno, entrambe aree protette, una sul litorale, all’interno della Riserva Naturale del Litorale Romano, l’altra, sul fondo del Mar Tirreno, unica Area Marina Protetta (AMP) in Italia, totalmente isolata dalla terraferma.

Non lontano dalla Pineta di Castel Fusano, a ridosso della Tenuta di Castel Porziano, tra Ostia e Torvajanica, si trova uno dei pochi tratti di costa laziale caratterizzato ancora dalla presenza di duna costiera quasi intatta, con dune fisse e mobili. In questa fascia costitera, tra il km 7,600 e il Km 10,100 della via Litoranea, si trovano le dune di Capocotta e la omonima spiaggia, 45 ettari di sabbia e vegetazione nativa di rara bellezza.

Di fronte alla spiaggia di Capocotta, tra quattro e sette miglia dalla costa, invece, sotto la superficie del mare, si trovano le secche di Tor Paterno, una vera e propria isola sul fondo marino, con una flora e fauna tali da far invidia ai più noti fondali del Mar Rosso!

Le dune di Capocotta, la spiaggia più “libera” dei romani

Spiaggia di Capocotta, immagine delle dune di sabbia, ricoperte di vegetazione e delle bandiere LGTB.
Spiaggia di Capocotta – Photo Credits: https://bit.ly/spiaggia-Capocotta

Le dune costiere, sicuramente, rendono la spiaggia di Capocotta unica, non solo nel litorale laziale ma anche in quello nazionale. L’ elemento naturalistico gioca un ruolo fondamentale, dal momento che, in questa zona di costa, ampie formazioni dunali, punteggiate dalla vegetazione tipica della macchia mediterranea, dominano il paesaggio.

Le dune di Capocotta, infatti, sono ciò che rimane degli antichi cordoni dunari alti più di 10 metri che, prima dell’urbanizzazione selvaggia, caratterizzavano il litorale romano. Tra le meglio conservate in Italia, rappresentano una vera e propria oasi per molte specie vegetali e animali, che qui trovano il loro habitat naturale. In fasce parallele, dal mare verso l’interno, si distinguono zone di:

  • cespi sparsi delle specie erbacee annuali;
  • cespugli di graminacee perenni;
  • canne e ontani, nelle zone interdunali depresse;
  • macchia a ginepri e fillirea, con presenza di corbezzolo, lentisco, cisto rosa e cisto bianco, smilace, erica arborea e multiflora.

Per quanto riguarda la fauna, invece, è possibile incontrare volpi, conigli e piccoli uccelli canori come:

  • l’occhiocotto (Sylvia melanocephala);
  • la sterpazzolina (Sylvia cantillans);
  • la capinera (Sylvia atricapilla);
  • l’usignolo(Luscinia megarhyncha);

Oltre al fattore ambientale, però, la spiaggia di Capocotta è unica per la sua storia e per l’interesse antropologico e sociale che la differenziano da qualunque altra spiaggia del Lazio e d’Italia.

Proprietà privata fino al 1985, rappresentava la fascia litoranea della Tenuta di Capocotta, di cui si ha notizia dal XV secolo, divenuta proprietà dei reali d’Italia agli inizi del Novecento. Passò agli eredi Savoia dopo l’abolizione della monarchia, e venne salvata per il fallimento di un progetto che ne prevedeva la trasformazione in una “città” di 15 mila abitanti. Nel 1985, su proposta degli ambientalisti e dell’allora presidente della Repubblica Pertini, la Tenuta venne espropriata e finalmente annessa alla Tenuta di Castel Porziano.

La spiaggia di Capocotta però è frequentata fin dagli anni ’70, quando era nota come “Il Buco”, visto che i primi frequentatori vi accedevano da un buco nella recinzione. Qui venivano artisti, intellettuali, e soprattutto i nudisti, attratti dalla bellezza del luogo e dal suo isolamento. Aperta al pubblico, Capocotta ha conservato nel tempo questo suo carattere democratico e trasgressivo. Nel 2000, infatti, l’oasi naturista di Capocotta è stata riconosciuta ufficialmente come la prima spiaggia nudista in Italia: si tratta di 250 metri di arenile autorizzati dal Comune di Roma alla pratica del naturismo. A differenza della vicina spiaggia di Castel Porziano, Capocotta è rimasta una spiaggia libera, dove tutti possono accedere. Unica presenza, quella di una serie di chioschi che dai 60 mq concessi, nel tempo si sono ampliati, triplicando la loro dimensione!

Le secche di Tor Paterno, un paradiso in fondo al mare

Secche di Tor Paterno, un paradiso per i sub a 5 chilometri dalla spiaggia di Capocotta, nel fondo del mar Tirreno.
Secche di Tor Paterno, flora marina – Photo Credits: https://bit.ly/Secche-Tor-Paterno

Le sorprese, però, non finiscono sulla spiaggia di Capocotta! Di fronte a questo tratto di costa, a circa cinque km di distanza dalla riva, si trova un paradiso marino che pochi conoscono: le secche di Tor Paterno. Si tratta di un’ampia formazione rocciosa che si estende per più di 1200 ettari sul fondo del mare di sabbia e fango, la cui sommità raggiunge i 18 metri sotto il livello del mare, e lentamente degrada fino a quota meno 60 metri. Insomma, una vera e propria isola con una ricca flora e fauna sottomarina, paradiso per gli amanti di immersioni.

Fino a 25 metri di profondità, la sua superficie è ricoperta da praterie di Posidonia oceanica, una pianta endemica del Mediterraneo che crea l’habitat adatto per diverse specie animali e frena l’erosione delle coste. A quote più basse, invece, si trovano la Gorgonia rossa, il Corallo nero e gli Alcionari, della famiglia dei coralli. E poi anemoni, ippocampi, polpi, aragostine. Tra i pesci, invece, si può incontrare la murena, il gronco, il dentice, le triglie, la rana pescatrice, la spigola, il cefalo, l’occhiata, il sarago, il pesce luna, l’aquila di mare e la cernia.  Spesso, in superficie, si avvistano i delfini e, a pelo d’acqua, alcune specie di uccelli marini tra cui berte, beccapesci, gabbiani, sule e labbi, questi ultimi, specie abbastanza rare.

Un vero e proprio eden coperto dalle acque, che offre ai sub la vista di uno straordinario mix di colori, un’esplosione di luce colorata che illumina l’oscurità del fondo marino. Esistono cinque punti di immersione principali: la secca dell’Etrusco, il Ciglio, il Giardino, i Canaloni e la Parete, e le profondità variano tra i 18 e i 50 metri. Per le immersioni, i sub possono contattare uno dei diving center autorizzati dalla AMP. Anche chi non è sub potrà, comunque, conoscere questo paradiso sommerso. Nei mesi estivi, infatti, alcuni barconi portano i visitatori alle secche di Tor Paterno per un tour virtuale: un sub munito di telecamera trasmette le immagini ad uno schermo allestito sul barcone, rendendo possibile la visita senza mettere un dito in acqua!

Noi vi consigliamo, comunque, di immergervi. Del resto, non capita tutti i giorni di poter fare un tour in paradiso e poi tornare sulla terra! E se poi vorrete rimanere in paradiso, anche qui sulla terraferma, le dune di Capocotta non vi deluderanno! Sempre che sia fuori stagione e, ancora meglio, durante la settimana!