Le acque divine del Lago di Paterno

Lago di Paterno
Lago di Paterno – Credits: Bruno Panzi

In un bacino di origine carsica, in provincia di Rieti, sorge il Lago di Paterno, nato da un avvallamento del terreno le cui origini risalgono ancor prima degli antichi romani. Sebbene, non sia particolarmente grande, il Lago di Paterno è comunque molto profondo, arrivando a toccare 54 metri di profondità. Ciò che lo rende particolarmente suggestivo è un’isoletta galleggiante al centro fatta principalmente di torba e calcare, considerata da Plinio il Vecchio l’ombelico d’Italia.

Il santuario galleggiante della Dea Vacuna

Immerso in un paesaggio selvaggio e solitario, dominato da rupi spaventose sorge il santuario della Dea Vacuna, meta tanto cara ai sabini quanto difficile da raggiungere. Infatti, chi riusciva a raggiungerla, doveva prima percorrere un lungo e pericoloso viaggio. Una volta giunti, poi, c’erano quesiti sulla morale ad attenderli. Vista la particolare devozione dei Sabini, si pensa che la funzione del santuario “galleggiante” fosse stata soprattutto di oracolo. E’ stato un punto di riferimento spirituale molto importante per tutte le popolazioni della regione Sabina ed in particolare di quella velina.

La Dea Vacuna: silenziosa, incorruttibile e amata dai Sabini

Dea Vacuna
Dea Vacuna

Plinio il Vecchio l’ha definita silenziosa e incorruttibile. Lei, la Dea Vacuna, era una divinità molto importante; faceva sentire la sua presenza nei boschi e nelle sorgenti, più vicina alla natura che agli umani. Figlia del Dio Sabo, in suo onore venivano celebrati i Vacunalia, durante i quali erano sospesi i lavori dell’anno. Ogni sera, infatti, al termine della giornata lavorativa, i Sabini le rivolgevano un pensiero quando si scaldavano al focolare. Era il momento in cui potevano ritagliarsi il tempo per il proprio benessere e quello dei loro cari.