Il 2 e il 3 Febbraio Fiuggi si “accende”

Dopo i “giorni della merla“, a Fiuggi, in provincia di Frosinone, iniziano due giorni di grande gioia ed allegria con la Festa delle Stuzze durante la Candelora ed il fuoco di San Biagio.

Da semplice rito religioso a Festa della Luce.

Quaranta giorni dopo l’evento della nascita del Cristo, secondo l’antica legge ebraica, una donna veniva considerata impura. Maria, si recò dunque al Tempio per ottemperare a questa legge, presentare il suo primogenito e compiere il rito della purificazione.

Anche a Roma a partire dal VI secolo, questo rito, venne adottato e divenne costume religioso anche se con un significato di penitenza e richiesta di essere illuminati dalla Grazia Divina, motivo per cui i penitenti, seguendo l’esempio di Maria, dovevano recarsi in chiesa portando delle candele, simbolo di Luce e salvezza, quest’ultime dopo essere state benedette, sarebbero state portate in processione lungo le vie del paese per dissipare l’oscurità.

Il rito prese il nome di Candelora. Ovviamente questa fu una decisione della Chiesa, che tentò di contrastare le antiche credenze e gli usi pagani dei romani riguardo ai “Lupercalia” senza cancellarne o vietarne il ricordo, al contrario, trasformando il rito delle candele in una solennità Cristiana.

Si presero in considerazione le parole del vangelo di Luca (2,22-40) e quelle del profeta Simeone

I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele

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Insieme alla Candelora, che ha un significato mistico, in cui le candele rappresentano le anime che si accendono, nella tradizione popolare coincidono I GIORNI DELLA MERLA, considerati nella cultura contadina, i tre giorni più freddi dell’anno.

Tante sono le teorie e le leggende riguardo alle origini di questa locuzione, ciò che importa è che vengono considerati gli ultimi freddi dell’inverno e quindi un motivo di festa e di gioia accompagnati da filastrocche e canzoni popolari.

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A Fiuggi, in provincia di Frosinone, il 2 ed il 3 di Febbraio, la festa si fa ancora più “calda e luminosa”.

Nel 1298 l’odierna Fiuggi si chiamava Anticoli di Campagna ed era un Feudo della famiglia Colonna. Lo ricordiamo come un momento storico molto duro, di evoluzione, durante il quale, gli stati europei da monarchie feudali stavano diventando stati nazionali, un periodo intriso di lotte tra famiglie costantemente impegnate a farsi la guerra per allargare i propri domini ed il proprio potere politico specialmente tra Caetani e Colonna.

I Caetani, forti del potere politico di Bonifacio VIII, il quale bandì una vera e propri crociata contro i Colonna, tentarono di tutto per distruggerli ed impossessarsi dei loro feudi.

Tensione e paura erano all’ordine del giorno. Fiuggi non era certo quel borgo tranquillo e sicuro che oggi vediamo.

Si racconta che la sera del 2 Febbraio, i Caetani in assetto di guerra, pronti ad attaccare Fiuggi disposero le loro milizie su due fronti, ma il caso volle che per la Candelora gli abitanti avessero acceso le stoppie o “Stuzze” che le milizie scambiarono per incendio e, dando per scontato che fossero stati già attaccati e sconfitti, abbandonarono Fiuggi.

Felici per aver scampato il pericolo, gli abitanti di Fiuggi corsero in chiesa per ringraziare il santo del giorno: San Biagio e, nominarlo protettore del paese.

Ovviamente non esistono documenti in grado di attestare la veridicità di tali racconti, ma da allora, ogni anno è di rito la Festa delle “Stuzze” che con il tempo diventarono sempre più imponenti e da semplici stoppie, divennero capanne realizzate con veri e propri tronchi di querce “Strippuni”, esemplari di cui il territorio è ricco.

Ogni rione del paese presenta con orgoglio i suoi grandi tronchi e partecipa ad una gara: La Corsa degli Strippuni. Si corre per i vicoli sotto il peso dei grandi tronchi caricati sulle spalle, urlando a gran voce, quasi come un karma benefico: “Viva San Biagio” .

Chi riesce a portare per primo, gli Strippuni più pesanti fino alla piazza, senza farli mai scivolare, vince la gara ed avrà l’onore di accendere le “Stuzze”

Una vera prova di forza e di devozione che ancora oggi, resiste nonostante la crisi dei valori, e che ha un grande seguito tanto quanto la processione religiosa che inizia tale rito.

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Allegria, danze, musica e giochi pirotecnici per chiudere la festa in grande stile, davanti ad un cielo notturno che si accende di luci.