Abbazia di San Giovanni in Argentella, un tesoro nascosto nella Sabina

Abbazia di San Giovanni in Argentella, vista aerea del complesso religioso
Abbazia di San Giovanni in Argentella, vista aerea del complesso religioso

A circa tre chilometri dal centro di Palombara Sabina esiste un tesoro, nascosto nel verde delle colline sabine. È l’Abbazia di San Giovanni in Argentella.

Il suo antico campanile romanico in mattoni con tre ordini sovrapposti di finestre monofore, bifore e trifore, svetta tra gli alberi indicando da lontano la presenza di questo complesso religioso.

L’abbazia si erge alla fine di un sentiero tortuoso tra gli ulivi e i vigneti della campagna sabina, in un luogo caratterizzato da sempre dalla presenza di numerose sorgenti naturali che, fin dall’antichità, lo hanno reso sacro. Nell’antica cripta della chiesa sgorga ancora oggi una sorgente, un tempo, ritenuta terapeutica e miracolosa.

La presenza dell’acqua non ha conferito solo sacralità a questo luogo. Il luccichio delle sorgenti a valle e il riflesso argenteo dei numerosi rivoli che scendevano dalle colline circostanti deve avere ispirato anche la denominazione “in Argentella”, attribuita successivamente all’Abbazia.

Da oratorio bizantino a chiesa romanica: la storia dell’Abbazia di San Giovanni in Argentella

Chiesa di San Giovannni in Argentella, vista  esterna degli absidi
Chiesa di San Giovannni in Argentella, vista esterna degli absidi – Photo credit: http://bit.ly/34SJzfb

Le origini dell’Abbazia di San Giovanni in Argentella, di cui non si conosce la data di fondazione, rimangono avvolte nel mistero.

Si suppone che il primo edificio di culto, un oratorio bizantino del IV secolo, sia sorto sui resti di un’antica villa o di un luogo di culto romano, le cui fondamenta sono emerse negli anni Settanta, al di sotto della navata centrale della chiesa attuale.

L’edificio romanico dovrebbe rimontare all’VIII secolo, nonostante le prime fonti documentino la sua esistenza alla fine del X secolo, quando l’abbazia era già in mano ai monaci benedettini. Il nuovo edificio conservò la cripta, il presbiterio, l’altare maggiore e il ciborio della struttura bizantina precedente.

Alla guida dei benedettini, l’Abbazia di San Giovanni in Argentella espanse i suoi possedimenti fondiari. Nel 1284 passò nelle mani dei Savelli, signori di Palombara, che nel 1286 la affidarono  alla piccola comunità monastica dei Guglielmiti. A questi successero i Silvestrini.

Dal 1445, però, l’Abbazia venne abbandonata, entrando in declino. A nulla servì la presenza degli abati della famiglia Savelli cui venne affidata fino al 1659, così come quella degli abati che la guidarono successivamente.

Abbandonata per secoli, l’abbazia venne dichiarata Monumento Nazionale nel 1900 con Decreto Regio n. 293.

Dal 1963 ospita alcuni membri della comunità laica Fraternità dei Santi Nicola e Sergio, che la custodiscono  e ne curano l’apertura al pubblico.

La Chiesa di San Giovanni in Argentella: il fascino del romanico

Chiesa di San Giovanni in Argentella, vista della navata centrale
Chiesa di San Giovanni in Argentella, vista della navata centrale – Photo credit: http://bit.ly/2Lw2h4J

E’ a loro che dovete rivolgervi se volete visitare questo tesoro di grande valore storico e architettonico, non sempre accessibile.

Entrerete all’interno della chiesa, l’unico edificio superstite dell’abbazia, un imponente edificio romanico, in blocchi di tufo giallo e pietra calcarea.

Al suo interno le varie epoche di costruzione si fondono in un ambiente omogeneo, dal gusto tipicamente romanico, dove elementi di epoche diverse convivono in un’atmosfera sospesa nel tempo:

  • i capitelli ornati di foglie di lauro delle colonne delle tre navate, degli inizi del III secolo, coesistono con quelli in stile arabescato in stucco delle colonnine del ciborio, dell’ XI – XII secolo;
  • gli affreschi superstiti di epoca bizantina e longobarda, come quello raffigurante San Bernardo di Chiaravalle, convivono con quelli dell’epoca dei Guglielmiti (XIV secolo), come il San Guglielmo

Lasciatevi affascinare da questo spazio unico, dove la luce mette in risalto ogni imperfezione; percorrete le sue navate per scoprirne i misteri; osservate i dettagli; lasciatevi stupire dalla sua semplicità e dalla sua straordinaria bellezza.