Castelnuovo di Farfa: alla scoperta del Museo dell’Olio della Sabina

Castelnuovo di Farfa – Photo Credits: https://bit.ly/Castelnuovo-di-Farfa

Dalle Gole del Farfa ci spostiamo a Castelnuovo di Farfa per scoprire, tra le ricchezze culturali di questo piccolo borgo, il Museo dell’Olio della Sabina. La storia, l’arte e la cultura dell’antico centro medievale sabino si intrecciano con la storia dell’Olio DOP della Sabina, un olio di antichissime origini, prodotto da dieci varietà di ulivi, che gli conferiscono un gusto unico, apprezzato in tutto il mondo.

Localizzato in una delle zone più affascinanti della provincia di Rieti, Castelnuovo di Farfa è un piccolo comune di poco più di mille abitanti. La sua posizione tra il fiume Farfa ed il torrente Riana, rende il suo territorio particolarmente suggestivo dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, attirando la presenza degli amanti del turismo outdoor. Situato a 358 m slm, in cima ad una collina verdissima, circondata da valli ricche di boschi, campi coltivati e uliveti, anche il piccolo borgo medievale, con il suo centro storico intatto, riserva delle sorprese molto interessanti.

Dal suo caratteristico tessuto urbano medievale, al ricco patrimonio storico-artistico costituito da chiese, palazzi e giardini di varie epoche, al Museo dell’Olio della Sabina, dedicato alla storia e alla valorizzazione del prodotto centrale dell’economia della Sabina, Castelnuovo di Farfa merita sicuramente una visita. Il piccolo borgo reatino fa parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio e dell’itinerario enogastronomico Strada dell’Olio e dei Prodotti tipici della Sabina.

Dal Castellum Sancti Donati al Castellum Novo: le origini di Castelnuovo di Farfa

Chiesa di San Donato, Castelnuovo di Farfa – Photo Credits: https://bit.ly/Chiesa-di-San-Donato

La storia di questo paesino della Sabina è strettamente legata alla vicina Abbazia di Farfa, fin dalle sue remote origini. Il primitivo nucleo rurale sorse intorno ad una chiesa dedicata a San Donato, la cui esistenza è attestata da un documento dell’877 d.C., che comprova la presenza di “terre, case, chiese, molini, ed acque e decorso delle acque, pascoli, etc.” intorno al piccolo edificio religioso. La chiesa di San Donato venne ceduta dal vescovo di Arezzo al monastero di Farfa e divenne l’elemento di aggregazione sociale del territorio prima della nascita del Castellum Sancti Donati.

Non si conosce con esattezza la data di fondazione del Castellum, fortificato e protetto da mura, nominato per la prima volta in alcuni documenti del 1046, quando gli abati di Farfa ricostruirono il precedente nucleo rurale distrutto dalle incursioni dei saraceni. Solo pochi decenni dopo, nel 1104, però, il Castellum venne abbandonato.

Nel XIII secolo gli abati di Farfa decisero di ricostruire ancora una volta l’antico Castellum, a presidio dell’Abbazia. Fondarono Castellum Novo, in cima al colle, da cui si dominava la vallata; un castello fortificato con una cinta muraria con nove torri, intorno al quale, nei secoli successivi, si sviluppò un borgo. Pur conservando la sua impronta medievale, nel tempo, Castelnuovo di Farfa si arricchì di opere rinascimentali e tardo-rinascimentali.

Il Museo dell’Olio della Sabina racconta la civiltà dell’olio e dell’ulivo

Museo dell’ Olio della Sabina, Castelnuovo di Farfa – Photo Credits: https://bit.ly/Museo-dell-olio-della-Sabina

Tra le attrazioni culturali e artistiche di Castelnuovo di Farfa, il Museo dell’Olio della Sabina, occupa un posto unico del suo genere.

Inaugurato nel 2001, ha sede nell’antico Palazzo Perelli, già sede del Comune. Dal restauro di questo palazzo cinquecentesco alla fine degli anni Ottanta, nacque l’idea di istituire un museo per raccontare la storia dell’Olio della Sabina, di origini millenarie, da sempre elemento principale dell’economia di questa zona del Lazio. Già nel II sec. d.C., il medico Galeno definiva quest’olio come il migliore del mondo antico. Le antiche tecniche dell’olivicoltura vennero conservate e tramandate dalla vicina Abbazia di Farfa, uno dei pochi centri medievali in Europa dove si tramandò questo sapere.

Il Museo dell’Olio della Sabina celebra la coltura olivicola della Sabina attraverso l’arte contemporanea di alcuni artisti, in una fusione perfetta tra arte e architettura, memoria e tradizioni. La visita raccoglie in un unico itinerario i luoghi più rappresentativi della storia e delle tradizioni di Castelnuovo di Farfa. L’itinerario di visita comprende:

  • gli ambienti di Palazzo Perelli
  • l’ambiente dell’antico forno di Castelnuovo di Farfa
  • il sito alto medievale della chiesa di San Donato

Guidati dai narratori del Museo, i visitatori sono accompagnati lungo un percorso che li porta alla scoperta della storia dell’olio sabino in un modo unico e emozionante, all’interno e all’esterno del Palazzo Perelli. Dalla sezione che celebra il mito dell’olio attraverso le sculture e le installazioni artistiche dei maestri contemporanei Maria Lai, Alik Cavaliere, Gianandrea Gazzola, e Hidetoshi Nagasawa, localizzate al primo e al secondo piano di Palazzo Perelli, si passa alla sezione documentaria, nelle sale del secondo piano. Qui si trovano la Sala della Memoria, dove sono proiettate immagini di vita popolare e quotidiana, canti e suoni della tradizione locale e alcune sale dove sono esposti gli strumenti e le macchine usati nella produzione olearia tra il XVI e il XX secolo. Tra questi, un antico frantoio a trazione animale del XVIII secolo.

La visita prosegue all’esterno del Palazzo, con un percorso tra le vie del centro storico, con la visita ad un antico forno per il pane, e tra i sentieri di campagna, per raggiungere il sito dell’antica chiesa di San Donato. La chiesa, utilizzata per il culto fino al XVI secolo, venne abbandonata e poi, nella seconda metà del XX secolo, fu inglobata all’interno di un casale. Acquisita dal Comune, la chiesa venne restaurata alla fine degli anni Novanta e destinata ad ospitare una sezione del Museo dell’Olio della Sabina. Nei pressi della chiesa, un’area verde denominata il “Giardino degli ulivi del mondo” raccoglie le varie specie di ulivi coltivate nel bacino del Mediterraneo.

In quanto spazio di arte e cultura, il Museo dell’Olio della Sabina organizza spesso eventi legati alla tradizione, con degustazioni di olio che completeranno l’esperienza sensoriale proposta normalmente dal museo. Una esperienza che vi trasporterà in un mondo fatto di luci, suoni, immagini, poesie assolutamente da non perdere!