Nobilis et vetustae terrae Ariciae Nobile ed antica terra di Ariccia

Ariccia – Photo Credits: Condé Nast

Se è vero che da ogni viaggio si torna con un vantaggio, andare ad Ariccia sarà un vero e proprio luogo di interpretazione, vi farà scoprire delle cose che arricchiranno il vostro bagaglio emotivo e culturale.

Si parla di arte, miti e leggende, della sapienza antica e misteriosa dei piccoli borghi del Lazio spesso sconosciuta e sottovalutata.

I cieli di WilliamTurner devono qualche particolare sfumatura anche all’orizzonte di Ariccia e alla “Locanda Martorelli”. Così, alcune pagine della drammaturgia moderna del norvegese Henrik Ibsen che, nel 1865, vi trascorse un periodo di grande ispirazione, imparando nel Nemus Ariccino a trasformare quel senso di rivolta che lo pervadeva in operosa creatività e scrittura per alcune parti del dramma “Brand”. Così, altri grandi come Gogol etc… vi hanno trovato ispirazione e pace.

E a voi non viene voglia di andarci? Non potete perdervi le sue tempere murarie, gli affreschi di Taddeo Kuntze, Giovan Battista Stazi, le scene di caccia di Diana, la vita segreta notturna nelle tende dei campi romani, il culto degli dei, i tuffi dalle cascate, le scene di battaglia, i magnifici soffitti impreziositi da finissimi decori.

Locanda Martorelli, le pareti affrescate – Photo Credits: Maria Cristina Vincenti

Fermatevi a parlare con gli anziani del posto e fatevi raccontare delle vecchie case i cui muri completamente ricoperti di edera e rampicanti si dice siano i preferiti della misteriosa e bellissima matrona dalla lunga chioma folta e arricciata

Un miscuglio di storia, cultura locale, miti pagani, leggende medievali e vita vissuta.

Vi diranno che la matrona è l’ Imbriana, alta, regale e buona, un po’ fata e un po’ protettrice come lo erano i penati, di giorno nascosta tra i muri delle case, ordinate, profumate e pulite, con le finestre adornate di piante odorose e di notte, nella selva, trasformata in animale: un rospo, un cane, una falena… da non scacciare mai perché come i Lari, guardiana e protettrice di viandanti, casa e famiglia.

Chiedete dello spiritello magico: il lengheletto, vi farete qualche risata tra i racconti del folletto bambino che fa i dispetti a coloro che non rispettano i propri familiari ma… non fatevi venire la magnattara, la paura infantile, perché si dice che faccia trovare oggetti preziosi e riveli numeri vincenti per il lotto.

Non resta che andare, magari tornate a casa davvero ricchi.